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2026-09-15

I Marubini in Brodo

  • La regale pasta ripiena cremonese servita rigorosamente nella sacralità dei tre brodi. L'opulenza della pianura in un cucchiaio bollente

Nel cuore della pianura padana battuta dal vento, dove la terra produce ricchezze agricole straordinarie, la cucina cremonese celebra i giorni di festa con una maestosità senza pari. I Marubini sono il simbolo sacro di questa tradizione: piccoli scrigni di pasta ripiena di carne dalla forma rotonda, la cui consumazione esige un rituale rigido e insindacabile legato alla qualità del brodo che li ospita.

Storia e segreti del passato
Il termine "Marubino" deriva probabilmente dal dialetto cremonese “marù” (castagna), per via della forma originaria che ricordava quella del frutto selvatico, oppure da “maro”, che significava nocciolo. Le origini di questa pasta sono nobilissime e documentate sin dal Cinquecento. Una curiosità storica straordinaria racconta che nel 1524, durante una visita ufficiale a Cremona del Cardinale Ippolito d'Este, i cuochi locali prepararono un gigantesco banchetto a base di marubini. Il prelato rimase talmente folgorato dalla bontà del piatto da scrivere una lettera ufficiale al Papa descrivendoli come "bocconi divini capaci di resuscitare i morti".

La vera curiosità che rasenta la sacralità culinaria riguarda però il condimento. Il disciplinare depositato presso la Camera di Commercio di Cremona vieta tassativamente di servire i marubini asciutti o con il pomodoro: devono essere gustati esclusivamente nei "Tre Brodi". Questa pozione magica si ottiene facendo bollire contemporaneamente in tre pentole distinte, poi unite, tre tipi di carne diversi: gallina ruspante, manzo (taglio reale) e testina di vitello o maiale. Nel passato, le nonne cremonesi usavano aggiungere al brodo un bicchierino di vino rosso robusto direttamente nel piatto del commensale (il rito del “bevi del soldato”) per esaltare i grassi nobili della carne.

Descrizione
I marubini sono realizzati con una sfoglia all'uovo ricca e tenace. Il ripieno tradizionale prevede una lavorazione complessa: un trito fine di stracotto di manzo aromatizzato al vino rosso, salamella di maiale brasata, cervello o fegatini di vitello, pangrattato tostato, parmigiano reggiano invecchiato e noce moscata. La pasta viene tagliata in piccoli cerchi, farcita e ripiegata a forma di cappello rotondo con i bordi dentellati. Vengono cotti direttamente nel sontuoso "brodo dei tre brodi" filtrato e limpido, venendo serviti bollenti con una generosa spolverata di formaggio grattugiato.

Un rito dinastico della cucina cremonese
I Marubini in Brodo non sono un semplice primo piatto, ma un monumento alla storia e all'eccellenza zootecnica di Cremona. Ogni cucchiaiata avvolge il palato con una ricchezza e una profondità di sapori che raccontano secoli di sapienza contadina.


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