Il proverbio è un duro monito contro i furbi e gli opportunisti. Significa che se hai scelto di passare i momenti di gioia, ricchezza o divertimento (la "Pasqua") con determinate persone, non puoi poi bussare alla porta di altri quando ti trovi in difficoltà o hai bisogno di un porto sicuro (il "Natale", festa della famiglia e dell'accoglienza per eccellenza). Si usa per liquidare a testa alta chi si fa vivo solo quando ha convenienza, ricordandogli che la solidarietà e l'affetto non si accendono e si spengono a proprio piacimento.
ORIGINI STORICHE E ANEDDOTI
Questo modo di dire nasce dalla sacralità dei riti festivi e gastronomici nella cultura borbonica e popolare partenopea, dove il calendario religioso scandiva i legami sociali.
- La differenza sociale tra le due feste: Nel Sud Italia le due festività avevano un peso emotivo e conviviale differente. Pasqua è storicamente legata alla primavera, alle gite fuori porta (la pasquetta) e a una convivialità più aperta e spensierata, spesso vissuta con gli amici o con nuove conoscenze. Natale, al contrario, è la festa del focolare domestico, della solidarietà stretta e del supporto familiare nei mesi freddi.
- Il contrasto dell'ospitalità contadina: Nelle comunità rurali campane, preparare il pranzo per le feste richiedeva sacrifici enormi. Offrire ospitalità a Natale a qualcuno che durante l'anno (o a Pasqua) aveva snobbato la famiglia per godersi la bella vita altrove era considerato un affronto. I capifamiglia usavano questa frase per difendere il decoro della propria casa dalle visite di comodo degli "amici della domenica".
- L'eco nella letteratura e nel teatro: La dinamica dell'amico o del parente opportunista che torna all'ovile solo quando ha le tasche vuote è un cliché narrativo sfruttato da moltissimi autori napoletani, da Salvatore Di Giacomo a Eduardo De Filippo. Il proverbio sintetizza perfettamente quel senso di giustizia popolare che premia la lealtà e punisce la convenienza.
Questo detto è il filtro anti-spam definitivo per le vostre relazioni interpersonali. È la risposta perfetta da stampare e inviare a quel vecchio conoscente che non vi scrive mai , vi ignora per tutto l'anno mentre fa la bella vita e pubblica foto di feste esclusive... e poi, magicamente, si ricorda del vostro numero di telefono solo perché gli serve un favore. Rispondetegli con un bel sorriso stampato: le vacanze di Pasqua erano bellissime, adesso goditi il freddo di Natale sul tuo balcone!
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