Iniziamo col dire che questo famosissimo e saggio proverbio napoletano si traduce letteralmente come "A lavare la testa all'asino si perde l'acqua e il sapone".
Il proverbio significa che è del tutto inutile sprecare tempo, energie, parole o risorse per cercare di spiegare qualcosa, dare buoni consigli o educare una persona che è intrinsecamente testarda, ottusa o che non ha alcuna intenzione di ascoltare. L'asino ('o ciuccio), nella cultura popolare, rappresenta l'ostinazione e la mancanza di intelletto. Tentare di ripulirlo o cambiarlo è un'azione fallimentare in partenza: l'unica conseguenza reale sarà l'aver buttato via inutilmente i propri mezzi (l'acqua e il sapone). Si usa per dire a qualcuno di desistere dal convincere un testardo.
ORIGINI STORICHE E ANEDDOTI
Questo modo di dire ha una storia millenaria e affonda le sue radici nella letteratura classica latina, per poi trovare il suo habitat perfetto nella cultura contadina del Sud Italia.
- Le origini nella Roma Antica: Il concetto originale è attribuito al celebre commediografo latino Terenzio (II secolo a.C.), che nelle sue opere utilizzava l'espressione "asinum aspersisti aqua" (hai spruzzato l'asino con l'acqua) per indicare un'azione completamente vana. Successivamente, la letteratura medievale ha rielaborato il concetto nel detto latino "Asinum lavare, hoc est laborem perdere" (Lavare l'asino significa perdere il lavoro).
La rielaborazione napoletana: La genialità della versione napoletana è stata l'aggiunta di un dettaglio pratico ed economico: il sapone. Nella Napoli antica, il sapone era un bene di consumo che costava denaro. Introdurlo nella massima serviva a far capire al popolo che la testardaggine altrui non fa solo perdere tempo (l'acqua, che si attingeva con fatica dai pozzi), ma provoca un vero e proprio danno economico personale (il sapone acquistato).
- Il legame con la figura dell'asino nel Sud: Nella società rurale campana, l'asino era l'animale da lavoro per eccellenza. I contadini sapevano che, a differenza del cavallo, quando un asino decideva di impuntarsi o di non voler fare qualcosa, non c'era modo di fargli cambiare idea. Lavargli la testa, zona particolarmente sensibile per l'animale, significava solo farlo innervosire senza ottenere alcun risultato estetico o igienico duraturo.
MORALE
Questo proverbio è il cartello di "stop" definitivo da esporre durante le discussioni. È la regola d'oro da seguire quando provi a spiegare a qualcuno, con tanto di grafici scientifici e dati ufficiali alla mano, che la Terra non è piatta e che la Luna esiste davvero. Nel momento esatto in cui ti risponde dicendo "eh, ma io ho visto un video su YouTube che dice il contrario", fermati. Chiudi il rubinetto, conserva il sapone e lascia che l'asino continui a godersi il suo fango in totale serenità!
Folkloriamo.it
