Nella provincia di Cosenza si usa questo esilarante e chiarissimo proverbio che si traduce come: Se l'asino non vuole bere, hai voglia a fischiare. Un classico dell'ostinazione.
SPIEGAZIONE E SIGNIFICATO
I contadini usavano fischiettare un motivo ritmato per invogliare gli animali da soma a abbeverarsi alla fonte. Tuttavia, se l'asino non ha sete o ha deciso di impuntarsi, non esiste fischio o lusinga al mondo capace di smuoverlo. Il proverbio si applica a tutte le situazioni in cui ci si ostina a voler far fare qualcosa a una persona che non ha la minima intenzione o motivazione di farla. È un invito a risparmiare le energie quando manca la volontà altrui.
ORIGINI STORICHE E ANEDDOTI
La Sila e i rilievi della provincia di Cosenza hanno visto per secoli l'asino come compagno insostituibile di lavoro per contadini e mulattieri.
• La proverbiale testardaggine dell'asino: L'asino è un animale estremamente metodico; costringerlo con la forza o con i fischietto quando ha deciso di fermarsi è una battaglia persa in partenza.
• La pedagogia popolare: Il detto veniva usato per ricordare ai genitori o ai maestri che non si può ficcare la conoscenza o la buona volontà nella testa dei ragazzi se manca il loro interesse personale.
Puoi cantare, fischiare, ballare la tarantella e fare i salti mortali: se uno ha deciso di fare il sordo e non vuole muoversi, stai solo sprecando il fiato. Metti via il fischietto e vai avanti per la tua strada!
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