Prima della diffusione dei grandi cantieri industriali e delle strutture metalliche, una nave nasceva soprattutto dal legno.
Nei borghi marinari della Liguria la costruzione delle imbarcazioni richiedeva una squadra di artigiani specializzati, ciascuno con una funzione precisa.
Tra queste figure il maestro d'ascia occupava un posto fondamentale.
Era l'artigiano esperto nella scelta e nella lavorazione del legname destinato alla struttura della barca.
Il nome deriva proprio dall'uso dell'ascia, strumento con il quale il maestro sagomava il legno fino a ottenere le forme necessarie alla costruzione dello scafo.
Il mestiere richiedeva una conoscenza straordinaria del materiale.
Il maestro doveva riconoscere le diverse essenze, comprenderne la resistenza e sapere quale pezzo fosse adatto a una determinata parte dell'imbarcazione.
La forma della nave nasceva nella mente
Il maestro d'ascia non disponeva dei moderni sistemi di progettazione digitale.
La costruzione tradizionale si basava su disegni, modelli, misure e soprattutto su una conoscenza pratica accumulata attraverso anni di esperienza.
Le parti strutturali della nave dovevano essere sagomate con grande precisione.
Ordinate, madieri, chiglie e altri elementi dovevano essere adattati l'uno all'altro affinché la struttura risultasse resistente e mantenesse la forma prevista.
Il legno non era un materiale uniforme.
Ogni tronco aveva fibre, curvature e caratteristiche differenti.
Il maestro doveva quindi adattare il progetto alle caratteristiche del materiale, sfruttando quando possibile le curvature naturali del legno invece di combatterle.
Questa capacità distingueva il vero maestro d'ascia da un semplice lavoratore del legno.
I vecchi cantieri liguri
La Liguria possedeva una lunga tradizione di costruzione navale legata alla sua storia marinara.
Borghi come Camogli, Recco, Sestri Levante, Lavagna e numerose località della costa ospitavano attività legate alla pesca, al trasporto e alla navigazione.
Nei cantieri il lavoro era diviso tra diverse professionalità.
Il maestro d'ascia lavorava soprattutto sulla struttura lignea, mentre altri artigiani si occupavano della realizzazione delle parti complementari, dell'impermeabilizzazione e delle finiture.
Il cantiere diventava così una comunità di mestieri nella quale il risultato finale dipendeva dalla collaborazione di numerose persone.
Dal tronco allo scafo
La costruzione iniziava dalla preparazione dei pezzi principali.
La chiglia costituiva una sorta di spina dorsale dell'imbarcazione, mentre le ordinate e i madieri contribuivano a definire la struttura dello scafo.
Il maestro lavorava il legno progressivamente, eliminando il materiale in eccesso e verificando continuamente le dimensioni e l'allineamento.
L'ascia permetteva di eseguire la prima sagomatura, mentre altri strumenti venivano utilizzati per le rifiniture più precise.
Era un lavoro fisicamente impegnativo.
I pezzi di legno potevano essere pesanti e dovevano essere spostati e posizionati correttamente all'interno del cantiere.
Allo stesso tempo era necessaria una notevole precisione perché un errore nella struttura poteva compromettere la geometria dell'intera imbarcazione.
Un mestiere trasmesso attraverso l'apprendistato
La conoscenza del maestro d'ascia non poteva essere acquisita rapidamente.
Il giovane apprendista iniziava osservando e svolgendo le mansioni più semplici, imparando gradualmente a riconoscere il legno e a utilizzare gli strumenti.
Con l'esperienza imparava a leggere la forma del materiale e a prevedere il risultato della lavorazione.
Una parte importante del sapere rimaneva quindi nella pratica quotidiana e difficilmente poteva essere separata dal gesto manuale.
La trasmissione da maestro ad apprendista permetteva di conservare tecniche sviluppate nel corso di generazioni.
Era un sistema tipico dei vecchi mestieri artigianali e rappresentava una vera scuola professionale prima ancora che esistessero i moderni istituti di formazione.
Il tramonto dei grandi scafi di legno
La diffusione dei materiali moderni trasformò profondamente la costruzione navale.
Il ferro, l'acciaio e successivamente altri materiali compositi permisero di realizzare imbarcazioni con tecniche differenti e su scala industriale.
I piccoli cantieri tradizionali persero progressivamente una parte della loro funzione e il maestro d'ascia divenne una figura sempre più rara.
La sua attività sopravvisse soprattutto nella manutenzione, nel restauro e nella costruzione di particolari imbarcazioni tradizionali.
Il mestiere non è però completamente scomparso.
La figura del maestro d'ascia è ancora riconosciuta nell'ordinamento della navigazione italiana e richiede una formazione specifica.
Il maestro d'ascia oggi
In Liguria la memoria dei maestri d'ascia è ancora presente nei musei, nei cantieri storici e nelle attività dedicate al recupero delle imbarcazioni tradizionali.
Il Cantiere della Memoria alle Grazie, nel territorio di Portovenere, conserva strumenti appartenuti ad antichi maestri d'ascia e calafati e racconta la storia delle competenze necessarie alla costruzione delle barche in legno.
Il valore di questo mestiere va oltre la semplice tecnica.
Il maestro d'ascia rappresenta una parte della cultura marinara ligure, una cultura nella quale il rapporto con il mare iniziava molto prima che la barca venisse varata.
Cominciava nella scelta di un tronco, nella conoscenza delle sue fibre e nella capacità di immaginare dentro quel pezzo di legno la forma futura di una nave.
È questa la magia del vecchio maestro d'ascia: vedere una barca prima ancora che esista e costruirla lentamente attraverso il lavoro delle mani.
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