Nella cultura popolare calabrese la musica ha sempre avuto un ruolo importante nelle feste, nelle celebrazioni religiose, nelle occasioni familiari e nelle danze tradizionali.
Dietro i suoni che accompagnavano queste occasioni esisteva però un mestiere spesso poco conosciuto: quello del costruttore di strumenti musicali.
Il suo lavoro consisteva nel trasformare il legno e altri materiali in strumenti capaci di produrre suoni adatti alla tradizione musicale locale.
Tra gli strumenti più caratteristici della Calabria troviamo la lira calabrese, la zampogna e diversi strumenti a corda e a fiato utilizzati nelle feste e nelle esecuzioni popolari.
La lira calabrese
Uno degli strumenti più affascinanti è la lira calabrese, strumento ad arco appartenente alla famiglia delle lire bizantine e particolarmente legato all'area dell'Aspromonte e della provincia di Reggio Calabria.
Il suo aspetto può ricordare un piccolo violino, ma la tecnica esecutiva e la costruzione sono differenti.
Lo strumento viene suonato tenendolo appoggiato alla gamba e utilizzando un arco per mettere in vibrazione le corde.
La lira accompagnava canti e danze e poteva essere utilizzata anche durante feste e momenti comunitari.
Per il costruttore realizzare una lira significava quindi conoscere non soltanto il legno, ma anche le esigenze del musicista e le caratteristiche acustiche dello strumento.
Il legno diventa suono
La scelta del legno era una delle fasi più importanti.
Non tutti i legni possiedono le stesse caratteristiche e la loro densità, elasticità e stagionatura influenzano il comportamento acustico dello strumento.
Il costruttore doveva quindi selezionare il materiale e lasciarlo asciugare correttamente prima della lavorazione.
Una tavola troppo umida poteva deformarsi; un legno non adatto poteva compromettere la qualità sonora.
La costruzione richiedeva inoltre grande precisione nelle dimensioni e nello spessore delle varie parti.
Piccole differenze potevano modificare la risposta dello strumento.
Il lavoro dell'artigiano
Il liutaio tradizionale lavorava il legno con seghe, scalpelli, lime, pialle e altri utensili manuali.
Le varie parti venivano tagliate, sagomate e assemblate progressivamente.
La cassa armonica doveva essere sufficientemente resistente ma anche capace di vibrare e amplificare il suono prodotto dalle corde.
Una volta assemblato lo strumento, l'artigiano doveva occuparsi della finitura e dell'installazione delle corde e degli altri elementi necessari all'esecuzione.
La fase finale era particolarmente importante: lo strumento doveva essere provato e, se necessario, modificato per ottenere il risultato desiderato.
La zampogna e il mondo pastorale
Un altro strumento profondamente legato alla cultura calabrese è la zampogna, strumento a fiato appartenente alla tradizione pastorale dell'Italia meridionale.
La sua presenza era particolarmente significativa durante le feste religiose e nelle celebrazioni legate al periodo natalizio.
La costruzione della zampogna richiedeva competenze differenti rispetto alla liuteria a corde.
L'artigiano doveva lavorare il legno, preparare le parti dello strumento e conoscere la costruzione delle ance e il funzionamento dell'insieme.
Anche in questo caso il sapere veniva tramandato soprattutto attraverso l'esperienza diretta.
La musica delle feste
Gli strumenti tradizionali non erano destinati soltanto all'intrattenimento.
Facevano parte della vita sociale della comunità.
La musica accompagnava le feste patronali, le processioni, le danze, le celebrazioni familiari e altri momenti nei quali gli abitanti si riunivano.
Lo strumento diventava quindi un oggetto culturale oltre che musicale.
La sua costruzione contribuiva indirettamente alla conservazione di repertori, melodie e pratiche tradizionali.
Il costruttore doveva conoscere il musicista
Una caratteristica importante della costruzione artigianale era il rapporto diretto tra il fabbricante e chi avrebbe utilizzato lo strumento.
Il musicista poteva avere esigenze particolari, preferire determinate dimensioni o chiedere una risposta sonora specifica.
Il costruttore doveva quindi essere in grado di adattare il proprio lavoro alle necessità dell'esecutore.
Questo rapporto personale è una delle caratteristiche che distinguono la costruzione artigianale dalla produzione industriale.
Quando la musica cambia
La diffusione degli strumenti industriali e dei nuovi generi musicali ridusse progressivamente il ruolo degli antichi costruttori locali.
Molti strumenti tradizionali continuarono però a essere utilizzati nelle feste e nelle manifestazioni folkloristiche, permettendo ad alcuni artigiani di mantenere viva la propria attività.
In questo modo il mestiere non scomparve completamente, ma si trasformò: da attività necessaria alla vita musicale quotidiana divenne sempre più una forma di artigianato specializzato legata alla conservazione della tradizione.
Il suono come patrimonio
Conservare uno strumento tradizionale significa conservare molto più di un oggetto.
Significa mantenere una particolare tecnica costruttiva, un modo di suonare, un repertorio musicale e una parte della storia delle comunità che lo hanno utilizzato.
Il liutaio e il costruttore di strumenti tradizionali rappresentano quindi una figura fondamentale della cultura popolare calabrese.
Il suo lavoro mette insieme legno, acustica, musica e memoria.
E quando una lira calabrese torna a suonare o una zampogna accompagna una festa tradizionale, dietro quella musica rivive anche il lavoro dell'artigiano che, con pazienza e precisione, ha trasformato il legno in uno strumento capace di raccontare la voce di una comunità.
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