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2026-09-27

Il Buffardello della Garfagnana

  • Il piccolo folletto dal cappello rosso che intreccia le chiome delle fanciulle e semina scompiglio nelle stalle.

Tra le valli selvagge della Garfagnana, protette dalle vette maestose delle Alpi Apuane e dell'Appennino Tosco-Ermiliano, la memoria contadina è ricca di racconti fantastici. Nelle stalle e nei casolari di pietra, l'entità più famosa e temuta è senza dubbio il Buffardello: un folletto dispettoso che da secoli popola i sogni e la quotidianità della gente di montagna.

PROLOGO: L'OPERA DEL FOLLETTO
Il Buffardello è descritto come un essere piccolissimo, vestito con una giubba e un cappello a punta rigorosamente rossi, dotato di scarpe a punta e di una leggerezza tale da poter camminare sopra i fili d'erba senza piegarli. Non è una creatura malvagia, ma possiede un'indole scherzosa e indisciplinata. Amante dell'oscurità, si introduce di notte nelle case, nelle camere da letto e soprattutto nelle stalle del paese.

LE BEFFE NELLE STALLE E NEI LETTI
Quando il Buffardello entra in una stalla, sceglie il cavallo o la mucca che preferisce e trascorre la notte a intrecciare la criniera dell'animale in nodi complessi ed indissolubili, chiamati "le trecce del Buffardello". Se il folletto simpatizza con il padrone della stalla, curerà e nutrirà i suoi animali rendendoli forti e sani; se invece prova antipatia per il contadino, spaventerà il bestiame durante la notte e farà marcire il foraggio. Nelle case, il Buffardello ama posarsi sul petto delle persone addormentate, provocando un senso di peso al torace e incubi improvvisi, per poi fuggire ridendo a crepapelle non appena il dormiente si sveglia.

COME DIFENDERSI DAL BUFFARDELLO
I contadini della Garfagnana hanno elaborato diversi metodi per difendersi dai suoi dispetti. Il più efficace consiste nel lasciare fuori dalla porta della stalla o sopra il comodino un recipiente colmo di ginepro o di piccoli semi di lino: il Buffardello, essendo incredibilmente curioso e pignolo, si sentirà costretto a contare i semi uno ad uno prima di entrare. Data la sua scarsa memoria, perderà il conto continuamente, venendo sorpreso dalle prime luci dell'alba che lo costringeranno a fuggire.

COSA C'È DI REALE: TRA PARALISI DEL SONNO E TRADIZIONE POPOLARE
La leggenda del Buffardello racchiude riscontri scientifici e culturali legati al territorio:

• La paralisi del sonno: La sensazione di oppressione sul petto attribuita al Buffardello è la spiegazione folkloristica della paralisi ipnagogica, un disturbo del sonno ampiamente studiato dalla medicina moderna.

• Nodi naturali e criniere: Gli intricati nodi nelle criniere dei cavalli erano causati da parassiti o dalla vegetazione selvatica delle Apuane; attribuiti al folletto, diventarono un elemento simbolico della cultura contadina.

• Preservazione del patrimonio locale: Oggi la figura del Buffardello è al centro di eventi culturali, parchi avventura e itinerari naturalistici che promuovono il turismo ecosostenibile in Garfagnana.

Se vi capita di passeggiare nei boschi della Garfagnana e di sentire un lieve riso soffocato tra le foglie secche, o se al mattino trovate un nodo strano tra i capelli, non spaventatevi. È soltanto il Buffardello che continua il suo gioco perenne tra le montagne.


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