Questo famosissimo proverbio potentino si traduce come: Chi sputa in cielo, in faccia gli ricade. Un monito universale contro la presunzione.
SPIEGAZIONE E SIGNIFICATO
Il proverbio illustra con una legge fisica spietata la conseguenza dell'arroganza: chi tenta di denigrare i valori sacri, di insultare persone di specchiata virtù o di giudicare dall'alto in basso il prossimo, compie un gesto stupido quanto sputare verso l'alto. La gravità farà sì che quella stessa cattiveria e quell'insulto tornino indietro, colpendo direttamente in faccia l'arrogante che l'ha lanciato. È una lezione di umiltà e rispetto.
ORIGINI STORICHE E ANEDDOTI
La Basilicata, con la sua storia di isolamento e di civiltà contadina legata alla sacralità della terra e della famiglia, ha sempre punito severamente la superbia.
• Il rispetto per gli anziani e la comunità: Criticare con arroganza la comunità o le figure di riferimento del paese era considerato un gesto di stoltezza incontrollabile.
• La legge della natura: I contadini lucani sapevano che le azioni sconsiderate contro le leggi della natura e della convivenza si ritorsero sempre contro chi le aveva compiute.
Prima di fare il fenomeno e sputare sentenze spietate contro gli altri guardando verso l'alto, ricordati della forza di gravità: quello che scagli con cattiveria ti riatterra direttamente sul naso!
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